Uno sguardo sul mondo...
- auroranotaro2005
- 3 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Il nome è l'unica parola che ci accompagna per tutta la nostra vita.
Il suono di quella speciale e più o meno semplice combinazione di lettere diventa parte di noi ancor prima di nascere. La scelta del nome è sicuramente un momento importante per ogni coppia di futuri genitori ma in alcuni Paesi è un atto che sorprendentemente coinvolge l'intera comunità.
Quando si parla del ruolo della comunità con riferimento a un tema così particolare, è indubbiamente importante riportare il caso dell'Islanda. In questo freddo e remoto Paese del Nord Europa, un bambino può aspettare fino a 6 mesi prima di poter ricevere in dono il suo nome. Eh già, un tempo lunghissimo!
E pensate che esiste un'istituzione apposita che regola questo momento unico per ogni famiglia....!
Nel 1991 è stato istituito il "Comitato dei Nomi" o "Icelandic Naming Committee" con lo scopo di proteggere la lingua islandese e le sue forme grammaticali. In Islanda, infatti, il nome non è solo visto come un modo per distinguere una persona , ma come parte viva della lingua e dell'identità collettiva.
Ma vediamo come funziona nella pratica....
Le coppie di genitori che desiderano dare al loro bambino/a un nome che non compare nella lista pubblica con tutti i nomi registrati dal "Comitato dei Nomi" si devono rivolgere alla commissione per richiedere l'approvazione del nome che hanno scelto. Il processo può durare fino a 6 mesi e, qualora il nome superasse l'esame di idoneità culturale e linguistica, verrà ufficialmente inserito nella lista diventando, così, una possibile alternativa per altre famiglie.
L'Islanda con la sua peculiare tradizione ci dimostra, ancora una volta, quanto la scelta di un nome non sia solo la scelta di una parola tra tante ma la scelta di una storia unica e speciale che sarà per sempre con noi.